La peste è una malattia infettiva batterica acuta, di origine zoonotica, causata da Yersinia pestis, un batterio Gram-negativo appartenente alla famiglia delle Yersiniaceae. (leggi)
La peste è causata dall’infezione da Yersinia pestis, un batterio Gram-negativo appartenente alla famiglia delle Yersiniaceae. (leggi)
La peste è una malattia infettiva acuta caratterizzata da un esordio generalmente improvviso e da un’evoluzione che può essere molto rapida. (leggi)
La diagnosi della peste inizia dal riconoscimento dei sintomi e dalla valutazione della possibile esposizione a Yersinia pestis. (leggi)
Il trattamento della peste si basa sulla somministrazione tempestiva di antibiotici attivi contro Yersinia pestis. (leggi)
La prevenzione della peste si basa sull’interruzione delle vie di trasmissione di Yersinia pestis, il batterio responsabile della malattia. (leggi)
Se ritieni di avere i sintomi della peste (bubbonica, polmonare, setticemica), o se a qualcuno dei tuoi familiari è stata diagnosticata la peste (bubbonica, polmonare, setticemica), parlane con il tuo medico di fiducia. (leggi)
Le medicine non convenzionali tendono ad avere un approccio olistico nei confronti della malattia, tendono cioè a considerare “il malato” nella sua complessità di individuo, al di là del singolo organo malato. (leggi)
Le informazioni contenute nella ricerca Pharmamedix dedicata alla peste (bubbonica, polmonare, setticemica) sono state analizzate con riferimento alle fonti seguenti. (leggi)
Che cos'è la Peste (bubbonica, polmonare, setticemica)?
La peste è una malattia infettiva batterica acuta, di origine zoonotica, causata da Yersinia pestis, un batterio Gram-negativo appartenente all’ordine Enterobacterales e alla famiglia Yersiniaceae. È una delle malattie infettive più conosciute nella storia dell’umanità, responsabile di grandi pandemie e di un numero elevatissimo di decessi nel corso dei secoli. Sebbene oggi sia relativamente rara, continua a rappresentare un problema di sanità pubblica in alcune regioni del mondo, soprattutto per la rapidità della sua evoluzione clinica e per la possibilità di provocare epidemie (Barbieri et al., 2020).
Yersinia pestis circola principalmente tra piccoli mammiferi selvatici, in particolare roditori, e le pulci che li parassitano. L’essere umano può contrarre l’infezione attraverso la puntura di pulci infette, il contatto diretto con animali o materiali biologici contaminati e, in particolari circostanze, l’inalazione di particelle respiratorie infette. La trasmissione interumana è possibile soprattutto nella forma polmonare della malattia (Barbieri et al., 2020).
Dal punto di vista clinico, la peste si presenta principalmente in tre forme: bubbonica, polmonare e setticemica. Si tratta di manifestazioni differenti della stessa infezione, che possono svilupparsi inizialmente in maniera autonoma oppure rappresentare fasi successive della progressione della malattia.
Peste bubbonica
La peste bubbonica è la forma clinica più frequente. Si sviluppa generalmente dopo la puntura di una pulce infetta, quando il batterio penetra attraverso la cute e raggiunge i linfonodi regionali mediante il sistema linfatico. La manifestazione caratteristica è la comparsa di uno o più bubboni, ossia linfonodi notevolmente ingrossati, infiammati e dolorosi, frequentemente localizzati nelle regioni inguinale, ascellare o cervicale. La malattia si accompagna generalmente a febbre elevata e sintomi sistemici. In assenza di trattamento, l’infezione può diffondersi nel sangue e raggiungere altri organi (Barbieri et al., 2020).
Peste polmonare
La peste polmonare è la forma clinica caratterizzata dall’interessamento dei polmoni e rappresenta una delle manifestazioni più gravi della malattia. Può svilupparsi direttamente in seguito all’inalazione di particelle respiratorie contenenti il batterio, configurando una peste polmonare primaria, oppure derivare dalla diffusione dell’infezione ai polmoni attraverso il sangue, configurando una peste polmonare secondaria.
La forma polmonare primaria assume particolare rilevanza epidemiologica perché può trasmettersi da persona a persona attraverso le particelle respiratorie emesse da un individuo infetto. La malattia può evolvere rapidamente verso una polmonite grave e un’insufficienza respiratoria potenzialmente fatale (Barbieri et al., 2020).
Peste setticemica
La peste setticemica è caratterizzata dalla presenza e dalla moltiplicazione di Yersinia pestis nel sangue, con conseguente infezione sistemica. Può manifestarsi come forma primaria, senza la comparsa di bubboni clinicamente evidenti, oppure svilupparsi secondariamente alla peste bubbonica o polmonare.
La diffusione sistemica del batterio può determinare una risposta infiammatoria particolarmente intensa, alterazioni della coagulazione, shock settico e insufficienza multiorgano. Nei casi più gravi possono comparire emorragie cutanee e necrosi dei tessuti periferici. La peste setticemica costituisce pertanto un’emergenza medica, così come la peste polmonare (Barbieri et al., 2020).
Accanto a queste tre forme principali sono descritte manifestazioni meno comuni, tra cui la peste faringea e quella meningitica. Queste condizioni non costituiscono malattie distinte, ma localizzazioni particolari dell’infezione da Yersinia pestis.
La peste è oggi una malattia curabile mediante antibiotici appropriati, purché il trattamento venga iniziato tempestivamente. La prognosi dipende soprattutto dalla forma clinica, dalla gravità dell’infezione e dal tempo trascorso tra la comparsa dei sintomi e l’avvio della terapia.
Epidemiologia
Epidemiologia nel mondo
La peste continua a essere presente in diversi focolai naturali distribuiti soprattutto in Africa, Asia e nelle Americhe. La sua distribuzione geografica è strettamente collegata alla presenza di serbatoi animali e vettori in grado di mantenere la circolazione di Yersinia pestis. La malattia può quindi persistere nell’ambiente anche in assenza di casi umani per periodi prolungati (Barbieri et al., 2020).
Secondo i dati di sorveglianza pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2026, nel periodo 2019–2025 sono stati segnalati complessivamente 3.860 casi sospetti di peste umana, dei quali 2.646 confermati. La maggior parte dei casi confermati è stata registrata nella Repubblica Democratica del Congo e in Madagascar, che insieme hanno rappresentato circa il 97,7% delle conferme segnalate nello stesso periodo (World Health Organization - WHO, 2026).
Il Madagascar costituisce uno dei principali territori endemici, con casi di peste bubbonica registrati quasi ogni anno, prevalentemente durante la stagione epidemica compresa tra settembre e aprile. Anche la Repubblica Democratica del Congo presenta una circolazione persistente della malattia. Focolai naturali sono inoltre presenti in alcune aree dell’Asia e delle Americhe, compresi gli Stati Uniti occidentali, dove vengono periodicamente identificati casi umani sporadici (World Health Organization - WHO, 2026a).
L’andamento epidemiologico della peste è caratterizzato da una marcata variabilità annuale. In alcune aree si verificano prevalentemente casi isolati o piccoli focolai, mentre particolari condizioni ambientali, ecologiche e sociali possono favorire epidemie più estese. Un esempio significativo è rappresentato dall’epidemia verificatasi in Madagascar nel 2017, durante la quale la forma polmonare ha assunto particolare rilevanza per il rischio di trasmissione interumana (WHO, 2026).
Sebbene il numero di casi sia oggi molto inferiore rispetto alle grandi pandemie del passato, la peste rimane una malattia di interesse internazionale per la gravità delle manifestazioni cliniche, la persistenza di serbatoi naturali e la possibilità di una rapida diffusione in contesti epidemiologici favorevoli.
Epidemiologia in Europa
La peste ha avuto un impatto storico particolarmente rilevante in Europa, dove è stata responsabile di epidemie devastanti, tra cui la pandemia del XIV secolo comunemente conosciuta come Peste Nera. Successivamente, il continente è stato interessato da ulteriori ondate epidemiche e, tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo, da introduzioni della malattia associate alla terza pandemia (Bramanti et al., 2019).
La progressiva scomparsa della peste dall’Europa è stata favorita da cambiamenti nelle condizioni igienico-sanitarie, dal miglioramento degli ambienti urbani, dal controllo dei roditori e dei loro ectoparassiti e dall’evoluzione dei sistemi di sorveglianza sanitaria. Le ultime introduzioni documentate durante la terza pandemia risalgono alla prima metà del Novecento, con la scomparsa dei casi segnalati nel continente nel corso degli anni Quaranta (Bramanti et al., 2019).
Nell’Europa contemporanea la peste non è considerata una malattia endemica. Secondo i dati riportati dall’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 2014–2019 non sono stati notificati casi nei Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo (Istituto Superiore di Sanità – ISS, 2021).
Il rischio attuale riguarda soprattutto l’eventuale importazione dell’infezione da aree endemiche. La sorveglianza epidemiologica, la capacità di riconoscimento clinico e la disponibilità di adeguate procedure diagnostiche rimangono quindi importanti, nonostante l’assenza di una circolazione endemica documentata.
Epidemiologia in Italia
In Italia la peste ha rappresentato per secoli una delle principali cause di epidemie e mortalità, soprattutto durante il Medioevo e l’età moderna. Tra gli episodi storicamente più rilevanti figurano le epidemie che colpirono numerose città italiane durante la Peste Nera del XIV secolo e le successive ondate epidemiche del XVII secolo.
La progressiva riduzione della malattia, seguita dalla sua scomparsa dal territorio nazionale, si inserisce nel più ampio processo di eliminazione della circolazione endemica della peste in Europa (Bramanti et al., 2019).
Attualmente la peste non è endemica in Italia e non risultano focolai autoctoni contemporanei documentati. Il rischio epidemiologico per la popolazione generale è pertanto estremamente basso.
Rimane tuttavia importante considerare la possibilità, seppure remota, di casi importati da territori nei quali Yersinia pestis continua a circolare. In presenza di sintomi compatibili e di una storia di esposizione epidemiologicamente significativa, il riconoscimento tempestivo dell’infezione è essenziale per avviare rapidamente il trattamento e adottare le misure di sanità pubblica necessarie.
In conclusione, la peste rappresenta oggi in Italia soprattutto una malattia di interesse storico, microbiologico e di preparazione sanitaria, mentre nelle regioni endemiche del mondo continua a costituire un problema concreto di salute pubblica.