Come si diagnostica il Disturbo di Ansia Generalizzato?
Il disturbo d’ansia generalizzato è diagnosticato tramite:
La diagnosi del disturbo d’ansia generalizzato è complessa, perché spesso i sintomi somatici (respiro corto, palpitazioni, affaticamento, cefalea, vertigini, irrequitezza) e psichici (ansietà/preoccupazione eccessiva, labilità emotiva, difficoltà di concentrazione, insonnia) sono generici. La prima sfida che si pone al medico, quindi, è quella di capire se i sintomi lamentati dal paziente siano da attribuire ad una condizione fisica, se cioè l’ansia sia secondaria ad un&rsquoaltra causa, e quindi possa essere trattata come “sintomo”, oppure se l’ansia rappresenti la causa primaria dei sintomi psicosomatici, nel qual caso vada trattata come “malattia”. La distinzione tra “sintomo” o “malattia” è fondamentale per orientare la terapia.
La sfida successiva è distinguere la natura dell’ansia patologica, ovvero diagnosticare il disturbo d’ansia generalizzato rispetto ad altre forme di distubi d’ansia, come ad esempio il disturbo da fobia sociale o il disturbo di panico e altri. La diagnosi differenziale include (Munir, Takov, 2022): ipertiroidismo, feocromocitoma, broncopneumopatia cronica ostruttiva, attacco ischemico transitorio, epilessia, disturbo bipolare, uso di caffeina, decongestionanti e albuterolo.
Infine, la diagnosi deve tener conto di eventuali co-morbilità. Il paziente con disturbo d’ansia generalizzato frequentemente presente altri disturbi d’ansia e/o disturbi depressivi (80-90% dei pazienti). L’analisi dei dati del National Comorbidity Study ha evidenziato una comorbilità per l’intero arco di vita pari al 62% con la depressione maggiore e al 39,5% con la distimia (Judd et al., 1998).
Il medico pone diagnosi di disturbo d’ansia generalizzato se sono soddisfatti i seguenti criteri diagnostici, in cui il carattere di “eccessività” e “durata nel tempo” dell’ansia giocano un ruolo preminente (Diagnostic and Statistical manual of Mental Disorders, Fifth Edition, Text Revision - DSM-5 TR, 2022):
1) sensazione di ansia e preoccupazione eccessiva verso attività quotidiane, come ad esempio il lavoro o la scuola, per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi. Nei bambini la durata può essere inferiore ai 6 mesi (il vincolo temporale è meno stringente che negli adulti);
2) incapacità a controllare l’ansia e la preoccupazione;
3) l’ansia e la preoccupazione sono accompagnate, per la maggior parte dei gironi, da almeno tre sintomi fisici (uno in caso di pazienti pediatrici) tra i seguenti: irrequitezza, sensazione di tensione o nervosismo, facile affaticabilità, difficoltà di concentrazione o vuoti di memoria, irritabilità, tensione muscolare, disturbi del sonno (difficoltà d’addormentamento, difficoltà a mantenere il sonno, sonno agitato, sonno non soddisfacente);
4) l’ansia, la preoccupazione o i sintomi fisici connessi impattano negativamente a livello sociale, occupazionale o in altre aree funzionali;
5) il disturbo non è attibuibile all’uso di farmaci, sostanze ricreative, malattie (ad esempio ipertiroidismo);
6) il disturbo non è spiegabile con altri disturbi mentali che possono causare ansia come ad esempio il disturbo di panico, il disturbo d’ansia sociale, il disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo da stress post-traumatico, l’anoressia nervosa (ansia per l’aumento di peso) o il disturbo dismorfico corporeo, gravi malattie che possono generare uno stato ansiogeno (disturbo d’ansia di malattia).
La caratteristica principale del disturbo d’ansia generalizzato è la preoccupazione eccessiva relativa a determinati eventi o attività quotidiane, per cui l’intensità, la frequenza e la durata dell’ansia risultano spoporzionati e la sensazione di ansia e di paura non controllabili con ripercussioni significative sulla vita di tutti i giorni. Rispetto al senso di ansia non patologica che tutti possono provare per un qualche evento, il disturbo d’ansia generalizzato non riconosce un fattore scatenante, è protratto nel tempo, pervasivo, quasi sempre presente. Le persone che soffrono d’ansia patologica presentano sintomi fisici che vanno dalla difficoltà a concentrarsi, all’irrequietezza, a vuoti di memoria, fino a tensione o dolore muscolare, tachicardia, sudorazione, nausea e diarrea.
La diagnosi differenziale del disturbo d’ansia generalizzato coinvolge: