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Cinetosi (mal d’auto, mal di mare, mal d’aria)

Sintomi

Quali sono i sintomi della Cinetosi (mal d’auto, mal di mare, mal d’aria)?

I sintomi della cinetosi comprendono:

La cinetosi, comunemente indicata come mal d’auto, mal di mare, mal d’aria a seconda del contesto in cui si manifesta, non è caratterizzata soltanto da nausea e vomito. Si tratta piuttosto di una sindrome multisistemica, nella quale possono comparire sintomi gastrointestinali, autonomici, vestibolari, neurologici e cognitivi. La loro intensità varia notevolmente da individuo a individuo e dipende sia dalla suscettibilità personale sia dalle caratteristiche del movimento responsabile della cinetosi (Keshavarz, Golding, 2022; Golding, 2016; Lackner, 2014).

Il documento di consenso della Bárány Society, la più autorevole società scientifica internazionale dedicata alla medicina vestibolare e neuro-otologia, identifica cinque principali domini sintomatologici: nausea e disturbi gastrointestinali; alterazioni della termoregolazione; modificazioni dello stato di vigilanza; capogiri o vertigini; cefalea e disturbi oculari. I sintomi compaiono durante l'esposizione al movimento reale o apparente, tendono ad aumentare con il protrarsi dell'esposizione e generalmente regrediscono quando lo stimolo cessa (Cha et al., 2021).

I primi segnali: malessere, sudorazione e pallore

La cinetosi tende a svilupparsi progressivamente. Prima della nausea vera e propria possono comparire una sensazione indefinita di disagio, malessere generale, sonnolenza, difficoltà di concentrazione e riduzione dell'interesse verso ciò che accade nell'ambiente circostante. Possono associarsi sbadigli ripetuti, aumento della salivazione, sensazione di calore e successivamente sudorazione fredda e pallore del volto (Koch et al., 2018; Lackner, 2014; Matsangas, McCauley, 2014).

Le alterazioni della termoregolazione costituiscono infatti una componente caratteristica della risposta cinetosica. La sudorazione può essere accompagnata da vasodilatazione cutanea e da una riduzione della temperatura corporea. Questi fenomeni mostrano come la cinetosi coinvolga il sistema nervoso autonomo ben prima dell'eventuale comparsa del vomito.

Nausea e sintomi gastrointestinali

La nausea rappresenta il sintomo più caratteristico della cinetosi e può essere preceduta da sensazioni di pienezza gastrica, fastidio epigastrico, aumento della salivazione o perdita dell'appetito. Se lo stimolo responsabile persiste, la nausea può diventare progressivamente più intensa fino a provocare conati e vomito (Golding, 2016; Cha et al., 2021).

Il vomito non è tuttavia indispensabile per parlare di cinetosi. Molti episodi rimangono confinati a forme lievi o moderate caratterizzate da nausea, pallore, sudorazione e malessere. Per questo motivo considerare il vomito come indicatore principale della cinetosi porta probabilmente a sottostimarne la frequenza (Lackner, 2014).

Nei casi più intensi il vomito può essere ripetuto. Se l'esposizione è prolungata, come può verificarsi durante una traversata marittima, episodi importanti possono contribuire alla disidratazione e all'alterazione dell'equilibrio idroelettrolitico.

Capogiri, vertigini, cefalea e disturbi visivi

La componente vestibolare può manifestarsi con capogiri, vertigini, sensazione di instabilità o disorientamento spaziale. Non tutti i soggetti descrivono una vera vertigine rotatoria; più frequentemente viene riferita una sensazione generica di testa leggera, instabilità o difficoltà nel mantenere un corretto orientamento nello spazio (Cha et al., 2021).

Possono comparire anche cefalea, affaticamento visivo e sensazione di pressione o fastidio agli occhi. Questi sintomi assumono particolare importanza nella cinetosi indotta visivamente (visually induced motion sickness, VIMS), provocata da immagini in movimento, simulatori, videogiochi, cinema immersivo o realtà virtuale. In queste condizioni possono essere relativamente prominenti affaticamento oculare, cefalea, capogiri e disorientamento, mentre nausea e disturbi gastrointestinali possono essere meno dominanti rispetto alla cinetosi provocata dal movimento fisico (Keshavarz et al., 2023).

Sonnolenza, apatia e “sopite syndrome”

Una componente meno conosciuta della cinetosi è costituita da sonnolenza, stanchezza, apatia e riduzione della capacità di concentrazione. In alcune persone queste manifestazioni possono essere predominanti e comparire anche in assenza di nausea significativa.

Questo complesso di sintomi viene tradizionalmente definito sopite syndrome. Comprende soprattutto sonnolenza, letargia, affaticamento e riduzione della motivazione e può rappresentare una manifestazione autonoma della cinetosi. È quindi possibile essere affetti da cinetosi senza presentare né nausea né vomito (Lackner, 2014; Matsangas, McCauley, 2014a).

La componente sopite assume particolare rilevanza nelle esposizioni prolungate perché la riduzione della vigilanza e dell'attenzione può avere conseguenze pratiche, soprattutto nelle attività che richiedono concentrazione o controllo di mezzi.

I sintomi sono diversi nei bambini e negli adulti?

La differenza più evidente tra bambini e adulti riguarda soprattutto la suscettibilità, più che l'esistenza di sintomi specificamente diversi.

La cinetosi è rara nei bambini molto piccoli e aumenta rapidamente dopo i primi anni di vita. La fascia di maggiore suscettibilità viene generalmente collocata tra 2 e 12 anni, con una particolare frequenza nell'età scolare. Successivamente la predisposizione tende progressivamente a diminuire durante l'adolescenza e l'età adulta (Koch et al., 2018; Schmäl, 2013).

Nel bambino l'episodio può inoltre essere meno facilmente riconoscibile perché i sintomi iniziali non vengono necessariamente descritti come “nausea”. Il bambino può diventare improvvisamente pallido, silenzioso, apatico o sonnolento, perdere interesse per il gioco o la conversazione e successivamente manifestare sudorazione, nausea e vomito.

Negli adolescenti e negli adulti la sintomatologia è generalmente più facilmente verbalizzata e comprende nausea, fastidio gastrico, sudorazione, vertigini, cefalea e sonnolenza. La suscettibilità tende poi a diminuire ulteriormente con l'avanzare dell'età. Gli studi negli adulti mostrano infatti un'associazione inversa tra età e predisposizione alla cinetosi (Paillard et al., 2013).

Non significa però che l'anziano sia immune: uno stimolo sufficientemente intenso può provocare cinetosi anche nelle persone anziane.

Esistono differenze tra i sessi?

Nel complesso, la letteratura indica una maggiore suscettibilità della popolazione femminile, anche se l'entità della differenza varia considerevolmente a seconda dello stimolo utilizzato e del metodo con cui viene misurata la cinetosi.

Gli studi epidemiologici e quelli basati sulla storia individuale mostrano generalmente una maggiore frequenza di cinetosi nel sesso femminile rispetto al sesso maschile, sia durante l'infanzia e l'adolescenza sia nell'età adulta (Koch et al., 2018; Golding, 2006; Dobie et al., 2001).

Un'indagine condotta su passeggeri di navi ha mostrato, per esempio, una maggiore frequenza sia del malessere sia del vomito nel sesso femminile rispetto al sesso maschile (Lawther, Griffin, 1988).

La differenza, tuttavia, riguarda soprattutto la probabilità di sviluppare la cinetosi, non necessariamente un quadro sintomatologico qualitativamente diverso. In alcuni esperimenti, una volta comparsa la cinetosi, la gravità dei sintomi non differiva significativamente tra i due sessi (Koslucher et al., 2015).

Sono state proposte diverse spiegazioni per la maggiore suscettibilità nel sesso femminile, comprese differenze vestibolari, ormonali e legate all'emicrania. Menstruazione e gravidanza possono modificare individualmente la suscettibilità, ma le basi biologiche della differenza tra i sessi non sono ancora completamente chiarite (Schmäl, 2013; Koch et al., 2018).

Dati molto recenti sulla cinetosi indotta visivamente confermano una tendenza analoga: in un'analisi aggregata pubblicata nel 2026, le gli individui di sesso femminile hanno riferito una maggiore VIMS rispetto al sesso maschile, ma l'effetto del sesso è risultato relativamente debole, suggerendo che non debba essere considerato un determinante assoluto della suscettibilità individuale (Keshavarz et al., 2026).

Mal d'auto, mal di mare e mal d'aria: i sintomi cambiano?

La sindrome di base rimane sostanzialmente la stessa, ma frequenza, intensità e distribuzione dei sintomi possono cambiare in funzione del mezzo di trasporto, perché cambiano le caratteristiche delle accelerazioni e il tipo di conflitto tra informazioni vestibolari, visive e propriocettive.

Nel mal d'auto, nausea, pallore, sudorazione, sonnolenza e vomito sono particolarmente comuni. Il rischio aumenta quando il passeggero svolge attività che mantengono lo sguardo fisso all'interno dell'abitacolo, per esempio leggere un libro o utilizzare uno smartphone, mentre l'apparato vestibolare continua a registrare accelerazioni e cambiamenti di direzione. La difficoltà a leggere durante un viaggio in automobile è infatti utilizzata anche come semplice indicatore della predisposizione individuale alla cinetosi.

Nel mal di mare, il movimento oscillatorio prolungato della nave può determinare un quadro particolarmente intenso e persistente, caratterizzato da nausea, sudorazione, pallore, marcata prostrazione e vomito ripetuto. L'esposizione può durare ore o giorni e ciò rende più evidente anche la componente di stanchezza e sonnolenza. Nei grandi studi condotti sui passeggeri, tuttavia, soltanto una parte dei soggetti arriva al vomito: in una storica indagine su oltre 20.000 passeggeri, il 7% riferì vomito, mentre percentuali maggiori riferirono diversi gradi di malessere senza vomitare (Lawther, Griffin, 1988).

Nel mal d'aria, nausea, pallore, sudorazione, vertigini e vomito costituiscono ancora le manifestazioni principali. Turbolenze e oscillazioni verticali aumentano la provocatività dello stimolo; la frequenza dei sintomi è infatti correlata alle caratteristiche del movimeno dell’aeromobile, in particolare alle accelerazioni verticali a bassa frequenza (Turner et al., 2000). La suscettibilità dipende inoltre dall'esperienza e dall'abitudine all'esposizione: fenomeni di adattamento possono ridurre progressivamente i sintomi.

La cinetosi ferroviaria è generalmente meno comune nei moderni treni su percorsi rettilinei, ma può comparire quando accelerazioni laterali, curve e sistemi di inclinazione della carrozza generano un’incongruenza tra movimento percepito visivamente e segnali vestibolari. Nei treni ad assetto variabile, le caratteristiche del sistema di compensazione dell’inclinazione possono influenzare significativamente la comparsa e l’intensità dei sintomi (Förstberg et al., 1998). Il passeggero può presentare nausea, vertigini, sonnolenza e malessere generale.

Un caso particolare è rappresentato dalla cinetosi visivamente indotta, nella quale il corpo può essere completamente fermo mentre il sistema visivo segnala un movimento apparente. Realtà virtuale, simulatori e immagini immersive possono provocare nausea e vertigini, ma anche una componente relativamente marcata di affaticamento visivo, cefalea e disorientamento (Keshavarz et al., 2023; Lukacova et al., 2023).

Non esiste quindi una corrispondenza rigida del tipo “un mezzo = un particolare sintomo”. È più corretto considerare mal d'auto, mal di mare e mal d'aria come differenti modalità di provocazione della stessa sindrome, nelle quali cambiano soprattutto intensità, durata e peso relativo delle diverse manifestazioni.

Come evolvono i sintomi?

Un episodio tipico può iniziare con una fase relativamente sfumata di disagio, stanchezza o sonnolenza. Seguono spesso pallore, sensazione di calore, aumento della salivazione e sudorazione fredda. Con il persistere dello stimolo possono comparire fastidio gastrico e nausea crescente, fino ai conati e al vomito.

La progressione, tuttavia, non è obbligatoria né identica in tutti i soggetti. Alcune persone sviluppano prevalentemente nausea, altre vertigini e disorientamento, altre ancora soprattutto sonnolenza e affaticamento.

Una caratteristica diagnosticamente importante è il rapporto temporale con lo stimolo: secondo i criteri della Bárány Society i sintomi insorgono durante l'esposizione al movimento, tendono ad aumentare con il protrarsi dello stimolo e generalmente diminuiscono fino a scomparire dopo la sua cessazione (Cha et al., 2021).

L'esposizione ripetuta può inoltre determinare adattamento o abituazione, con progressiva riduzione dei sintomi. Questo fenomeno contribuisce a spiegare perché persone inizialmente molto sensibili possano diventare progressivamente più tolleranti a uno specifico mezzo di trasporto o tipo di movimento (Golding, 2006).

Quando i sintomi non sembrano una semplice cinetosi

La stretta relazione tra comparsa dei sintomi ed esposizione al movimento costituisce un elemento importante per riconoscere la cinetosi. Vertigini, nausea, vomito o cefalea che compaiono indipendentemente dal viaggio, persistono a lungo dopo la cessazione dello stimolo oppure si accompagnano a sintomi neurologici o uditivi richiedono invece una valutazione differenziale.

Particolare attenzione merita l'associazione con l'emicrania. La predisposizione alla cinetosi è infatti maggiore nelle persone con emicrania e soprattutto nell'emicrania vestibolare; cinetosi, vertigini, cefalea e sensibilità agli stimoli visivi possono quindi sovrapporsi (Lukacova et al., 2023; Golding, 1998).

 

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