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Cinetosi (mal d’auto, mal di mare, mal d’aria)

Prevenzione

Come prevenire la Cinetosi (mal d’auto, mal di mare, mal d’aria)?

La cinetosi può essere prevenuta o significativamente attenuata intervenendo prima e durante l'esposizione allo stimolo che la provoca. Poiché alla sua origine vi è soprattutto un'incongruenza tra le informazioni provenienti dal sistema vestibolare, dalla vista e dagli altri sistemi che contribuiscono alla percezione del movimento e dell'orientamento nello spazio, la prevenzione mira innanzitutto a ridurre il conflitto sensoriale, rendere il movimento più prevedibile e limitare l'intensità degli stimoli responsabili. Quando queste strategie non sono sufficienti, può essere presa in considerazione una profilassi farmacologica (Keshavarz, Golding, 2022; Leung, Hon, 2019; Koch et al., 2018).

La prevenzione assume particolare importanza nelle persone che sanno di essere predisposte al mal d’auto, mal di mare, mal d’aria. In questi soggetti è generalmente più efficace intervenire prima della comparsa dei sintomi, piuttosto che aspettare che nausea, pallore, sudorazione e malessere siano già presenti.

Guardare nella direzione del movimento

Una delle misure preventive più semplici consiste nel fornire al cervello informazioni visive coerenti con quelle vestibolari. Durante un viaggio in automobile o in autobus è quindi preferibile guardare fuori dal veicolo, possibilmente in avanti e verso un riferimento distante, anziché concentrare lo sguardo all'interno dell'abitacolo. In nave può essere utile osservare l'orizzonte o un altro riferimento visivo stabile (Keshavarz, Golding, 2022; Leung, Hon, 2019; Koch et al., 2018).

Il principio è fisiologicamente coerente con il modello del conflitto sensoriale. Se un passeggero guarda la strada, le curve, le accelerazioni e le frenate possono essere viste e in parte anticipate. I segnali visivi risultano così maggiormente concordanti con quelli provenienti dall'apparato vestibolare. Gli studi sperimentali confermano che sia la disponibilità di informazioni visive sul movimento sia la possibilità di anticiparlo possono influenzare la comparsa della cinetosi, anche se l'effetto dipende dal tipo di movimento e dal contesto (Kehl et al., 2026; Wijlens et al., 2025; Emond et al., 2024; Wada, Yoshida, 2016).

Evitare di leggere e limitare smartphone e altri schermi

Leggere un libro, consultare uno smartphone, lavorare al computer o guardare a lungo uno schermo durante un viaggio può favorire la cinetosi. Gli occhi percepiscono infatti un ambiente apparentemente immobile, mentre il sistema vestibolare registra accelerazioni, curve e oscillazioni. Aumenta così la discrepanza tra informazioni visive e vestibolari (Keshavarz, Golding, 2022; Leung, Hon, 2019; Koch et al., 2018).

Per le persone predisposte è quindi preferibile evitare la lettura e limitare l'uso di smartphone, tablet e computer durante il movimento, soprattutto nelle situazioni nelle quali non è possibile contemporaneamente mantenere una buona visione dell'ambiente esterno.

Il problema è destinato ad assumere particolare rilevanza nei veicoli a guida automatizzata, nei quali i passeggeri potranno dedicarsi maggiormente ad attività non correlate alla guida. Proprio per questo sono allo studio sistemi visivi, acustici o tattili capaci di segnalare anticipatamente curve e variazioni del movimento del veicolo (Kehl et al., 2026; Wijlens et al., 2025; Emond et al., 2024). Una recente sperimentazione su strada ha, per esempio, mostrato che segnali vibrotattili che anticipavano di un secondo le curve riducevano il livello di carsickness nei passeggeri (Kehl et al., 2026). Si tratta tuttavia di strategie ancora sperimentali e non di interventi preventivi standardizzati.

Scegliere il posto giusto

Anche la posizione occupata nel mezzo di trasporto può contribuire alla prevenzione. Il criterio generale consiste nel scegliere, quando possibile, una posizione che permetta una buona visione della direzione di marcia e una minore esposizione alle accelerazioni e alle oscillazioni (Keshavarz, Golding, 2022; Leung, Hon, 2019; Koch et al., 2018).

In automobile è generalmente preferibile il sedile anteriore rispetto a quelli posteriori, purché compatibile con le norme di sicurezza e con l'età del passeggero. In autobus è utile sedersi rivolti nel senso di marcia e in una posizione dalla quale sia possibile vedere la strada. In nave sono preferibili le zone vicine al centro dell'imbarcazione, dove rollio e beccheggio tendono ad avere un'ampiezza minore rispetto alle estremità. In aereo i posti in prossimità delle ali sono generalmente meno soggetti alle oscillazioni verticali rispetto alle zone più lontane dal centro di gravità.

Non si tratta quindi semplicemente di scegliere il posto "più comodo", ma di diminuire contemporaneamente l'intensità del movimento percepito e l'incongruenza fra informazioni visive e vestibolari.

Mantenere stabile la testa

Limitare i movimenti della testa può contribuire a ridurre la stimolazione vestibolare. Appoggiarla al poggiatesta o a un supporto può essere utile soprattutto quando il movimento del mezzo è irregolare (Keshavarz, Golding, 2022; Koch et al., 2018).

La direzione dell'inclinazione della testa può essere anch'essa importante. Studi sperimentali condotti in automobile hanno mostrato che inclinare attivamente la testa verso l'interno della curva, in modo simile a quanto spontaneamente fa il conducente, può ridurre la gravità della cinetosi rispetto alla posizione che la testa tende ad assumere passivamente per effetto dell'accelerazione laterale (Wada, Yoshida, 2016; Wada et al., 2012).

Questi risultati sono interessanti, ma derivano da studi sperimentali relativamente piccoli: il consiglio pratico più consolidato rimane quindi quello di evitare movimenti inutili della testa e, quando possibile, mantenerla stabile e coerentemente orientata rispetto al movimento.

Perché chi guida soffre meno il mal d'auto?

La cinetosi è generalmente meno frequente nel conducente rispetto al passeggero. La spiegazione non dipende soltanto dalla posizione occupata nell'automobile. Chi guida controlla il veicolo, guarda la strada e conosce in anticipo le proprie azioni: può quindi prevedere curve, accelerazioni e frenate. Il cervello dispone di informazioni anticipatorie che consentono una migliore corrispondenza fra movimento previsto e movimento effettivamente percepito.

Il passeggero, soprattutto se non guarda la strada, subisce invece accelerazioni che possono risultare imprevedibili. La possibilità di anticipare il movimento costituisce pertanto uno dei principi sui quali si basa la prevenzione della cinetosi (Kehl et al., 2026; Wijlens et al., 2025; Emond et al., 2024; Keshavarz, Golding, 2022).

È tuttavia opportuno non trasformare questo principio in una regola assoluta. Uno studio recente in simulazione di guida automatizzata non ha osservato una riduzione significativa della cinetosi semplicemente rendendo più prevedibile la sequenza delle curve (Wijlens et al., 2025). La prevedibilità sembra quindi importante, ma interagisce con visione, controllo attivo, movimenti della testa e caratteristiche dello stimolo.

Chiudere gli occhi o sdraiarsi

Quando non è possibile ottenere informazioni visive affidabili sull'ambiente esterno, chiudere gli occhi può in alcune situazioni eliminare informazioni visive discordanti. Anche assumere una posizione supina e mantenere la testa stabile può ridurre la suscettibilità (Keshavarz, Golding, 2022; Koch et al., 2018).

Questa indicazione non è però in contraddizione con il consiglio di guardare l'orizzonte. Le due strategie rispondono allo stesso principio: utilizzare informazioni visive coerenti con il movimento oppure, quando questo non è possibile, eliminare una fonte di informazione visiva conflittuale.

Va inoltre ricordato che il beneficio della chiusura degli occhi non è universale. Nell'automobile, quando è possibile osservare correttamente il movimento esterno, mantenere gli occhi aperti può risultare più favorevole. Wada e Yoshida hanno infatti osservato sperimentalmente una minore gravità dei sintomi nella condizione a occhi aperti rispetto a quella a occhi chiusi (Wada, Yoshida, 2016).

Alimentazione prima del viaggio

Nelle persone predisposte è ragionevole evitare immediatamente prima del viaggio pasti molto abbondanti, pesanti o ricchi di grassi. È preferibile un pasto leggero, senza però affrontare necessariamente il viaggio a digiuno. Anche un'eccessiva assunzione di alcol dovrebbe essere evitata (Leung, Hon, 2019; Koch et al., 2018).

Queste indicazioni sono frequentemente riportate nella gestione della cinetosi, ma occorre sottolineare che il loro livello di evidenza è molto inferiore rispetto a quello disponibile per scopolamina, antistaminici o alcune strategie di riduzione del conflitto sensoriale. Non è quindi giustificato prescrivere particolari diete preventive o attribuire a specifici alimenti un effetto protettivo dimostrato.

Lo zenzero, spesso proposto contro nausea e cinetosi, non viene affrontato in questa sede ma sarà valutato nel capitolo dedicato alla Fitoterapia, dove potranno essere analizzate separatamente le evidenze cliniche disponibili.

Sonno, stanchezza e condizioni ambientali

Prima di un viaggio, soprattutto nelle persone molto suscettibili, è opportuno arrivare riposati. Stanchezza, disagio e condizioni ambientali sfavorevoli possono peggiorare la tolleranza al movimento. Durante il viaggio sono inoltre preferibili un ambiente ben ventilato, una temperatura confortevole e l'assenza, quando possibile, di odori intensi o sgradevoli (Leung, Hon, 2019; Koch et al., 2018).

Anche in questo caso occorre distinguere tra misure ragionevoli e interventi dotati di robuste prove cliniche. La prevenzione ambientale deve essere considerata complementare alle strategie fondamentali basate sulla riduzione del conflitto sensoriale e, nei soggetti ad alto rischio, alla profilassi farmacologica.

Abituazione: è possibile "allenarsi" a non soffrire di cinetosi?

L'abituazione rappresenta probabilmente la più efficace strategia non farmacologica quando l'esposizione al movimento è ripetuta. Consiste nella progressiva riduzione della risposta cinetosica dopo esposizioni ripetute allo stimolo provocatorio. Il sistema nervoso centrale impara progressivamente a elaborare e riconciliare le informazioni sensoriali discordanti, con una conseguente diminuzione della suscettibilità (Keshavarz, Golding, 2022; Koch et al., 2018).

Questo fenomeno spiega perché alcune persone che inizialmente soffrono intensamente il mal di mare sviluppino progressivamente una maggiore tolleranza dopo ripetute esposizioni. L'abituazione può essere favorita attraverso programmi di esposizione graduale e ripetuta e trova particolare interesse nei contesti professionali, come quello aeronautico, navale e spaziale.

Rispetto ai farmaci presenta il vantaggio di non provocare sedazione o compromissione delle prestazioni psicomotorie. Presenta però importanti limitazioni: richiede tempo, esposizioni ripetute e tende a essere almeno in parte specifica per il tipo di stimolo al quale il soggetto si è adattato. Non rappresenta quindi una soluzione pratica per ogni viaggiatore occasionale. Keshavarz e Golding la considerano comunque la più efficace misura non farmacologica attualmente disponibile (Keshavarz, Golding, 2022).

Prevenzione farmacologica

Quando la suscettibilità individuale è elevata, il viaggio è lungo o l'esposizione prevista è particolarmente intensa, le misure comportamentali possono essere integrate con una profilassi farmacologica. Come discusso nel capitolo Farmaci e terapie, i farmaci tradizionalmente meglio documentati sono la scopolamina e gli antistaminici H1 di prima generazione.

La scopolamina dispone di solide evidenze preventive. La meta-analisi più recente ha incluso 20 studi randomizzati e 753 partecipanti e ha riscontrato una significativa riduzione della nausea rispetto al placebo (RR 0,35; IC 95% 0,24-0,52) (Zhang et al., 2024). La formulazione transdermica può essere particolarmente adatta alle esposizioni prolungate, ma gli effetti anticolinergici e le controindicazioni devono essere tenuti in considerazione.

Anche gli antistaminici H1 di prima generazione possono prevenire la cinetosi. La revisione Cochrane conclude che negli adulti suscettibili essi probabilmente riducono il rischio di sviluppare sintomi rispetto al placebo, ma possono aumentare la sedazione; le evidenze comparative con scopolamina e altri farmaci sono invece di certezza bassa o molto bassa (Karrim et al., 2022).

La profilassi deve essere iniziata con sufficiente anticipo rispetto all'esposizione, secondo le caratteristiche farmacocinetiche della specifica formulazione. La scelta dipende dalla durata del viaggio, dall'età, dalle condizioni cliniche e soprattutto dalla necessità di mantenere la vigilanza: un farmaco sedativo può essere incompatibile con la guida o con attività professionali che richiedano elevate prestazioni psicomotorie.

Prevenzione nei bambini

La cinetosi è particolarmente frequente durante l'infanzia, ma proprio nei bambini la prevenzione dovrebbe privilegiare inizialmente le misure comportamentali: consentire una buona visuale verso l'esterno, evitare lettura e schermi durante il viaggio, ridurre per quanto possibile i movimenti della testa e programmare soste nei viaggi lunghi.

La profilassi farmacologica richiede maggiore cautela perché le evidenze pediatriche sono decisamente più limitate. La revisione Cochrane sugli antistaminici sottolinea espressamente la scarsità dei dati disponibili nei bambini (Karrim et al., 2022). Non è quindi corretto trasferire automaticamente alla popolazione pediatrica dosaggi, formulazioni o raccomandazioni formulate per gli adulti; età minima, dosaggio e indicazioni devono essere verificati per il singolo medicinale.

Una prevenzione personalizzata

Non esiste una singola misura capace di prevenire la cinetosi in tutte le persone e in qualsiasi mezzo di trasporto. La strategia più razionale consiste nel combinare interventi complementari: ridurre l'intensità dello stimolo, migliorare la concordanza tra informazioni visive e vestibolari, anticipare quando possibile il movimento, limitare i movimenti della testa e utilizzare l'abituazione nelle esposizioni ripetute. Nelle persone fortemente predisposte può essere aggiunta una profilassi farmacologica (Keshavarz, Golding, 2022; Leung, Hon, 2019; Koch et al., 2018).

La prevenzione deve inoltre essere adattata al contesto. Nel mal d'auto è particolarmente importante vedere la strada ed evitare attività visive all'interno dell'abitacolo; nel mal di mare assumono maggiore importanza la posizione sull'imbarcazione e la possibilità di osservare l'orizzonte; nel mal d'aria può essere utile scegliere una posizione nella quale le oscillazioni siano minori. Il principio comune rimane quello di ridurre il conflitto tra il movimento percepito e quello atteso dal sistema nervoso centrale.

 

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